Ci sono momenti in cui fermarsi a guardare la strada percorsa non significa celebrare un traguardo, ma ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile il viaggio.
Questa nuova edizione di Ombre Festival rappresenta, senza dubbio, il programma più importante e ambizioso che abbiamo mai costruito. Non nasce per caso: è il risultato di anni di lavoro, di relazioni coltivate con rispetto, di credibilità conquistata passo dopo passo e soprattutto della fiducia di tanti protagonisti del mondo della cultura, del giornalismo, delle istituzioni e della società civile che hanno scelto di camminare insieme a noi.
Ombre è cresciuto senza perdere la sua identità: portare nelle piazze il confronto, le idee, le storie e renderle accessibili a tutti, perché la cultura deve essere un luogo aperto, libero e condiviso.
Anno dopo anno vediamo crescere il mondo che circonda Ombre: una comunità fatta di persone, istituzioni, associazioni, imprese e realtà diverse che scelgono di riconoscersi in questo progetto. La capacità di essere attrattivi, di creare legami e generare nuove collaborazioni rappresenta per noi il segnale più bello e il migliore auspicio per il futuro del Festival.
Ombre Festival cresce grazie alla preziosa collaborazione con il Comune di Viterbo, un rapporto costruito sulla condivisione di obiettivi e sulla volontà comune di rendere la città un luogo sempre più centrale nel panorama culturale nazionale. Un ringraziamento sincero va al sindaco Chiara Frontini, all'intera amministrazione comunale e agli uffici che, con professionalità, disponibilità e passione, lavorano affinché ogni edizione possa prendere forma e continuare a crescere.
Un ringraziamento speciale va inoltre alla Regione Lazio e alla Presidenza del Consiglio regionale del Lazio, che hanno creduto nel valore della manifestazione, sostenendo un progetto culturale capace di raccontare e valorizzare il nostro territorio.
Un pensiero di gratitudine va anche alle imprese, agli sponsor e a tutte le realtà private che ogni anno scelgono di sostenere Ombre Festival. Il loro contributo non rappresenta soltanto un aiuto concreto, ma un gesto di fiducia verso un'idea di cultura condivisa. Senza il loro sostegno, molte delle luci che oggi illuminano il nostro percorso non potrebbero accendersi con la stessa intensità.
Tra le collaborazioni preziose c'è quella con Sabina Borri e Borri Books, un'amica e una compagna di viaggio che con passione contribuisce alla crescita culturale del Festival.
Sono particolarmente felice che, per il secondo anno consecutivo, grazie al sindaco Fabio Bartolacci, Ombre torni di nuovo a Tuscania, il mio paese natale: un legame affettivo profondo e un modo per restituire qualcosa alla terra da cui provengo.
Questa edizione avrà inoltre un significato speciale. A ottocento anni dalla morte di San Francesco, abbiamo scelto di dedicare al suo messaggio una sezione autonoma del Festival: un percorso di incontri ed eventi per riflettere su pace, dialogo, ambiente, fraternità e attenzione agli ultimi.
Perché Ombre Festival, oggi più che mai, vuole continuare a cercare la luce proprio là dove sembra più difficile trovarla.
A uno sguardo superficiale, lo slogan su cui si fonda questa edizione di Ombre parrebbe allontanarsi dal tema della legalità su cui il Festival affonda storicamente le proprie radici, ma basta prendersi il coraggio intellettuale di sottrarre questa parola alla retorica che spesso la circonda, per accorgersi che "legalità" non coincide con "semplice osservanza delle regole" e che non basta un corpus di norme a rendere giusta una comunità: se così fosse, la storia dell'uomo sarebbe molto più semplice di quanto non sia stata.
La vicenda umana di Francesco che si affranca da quello che la società dell'epoca si aspettava da lui per trovare la libertà e in essa il riconoscimento della propria missione è lì a ricordarci come e quanto libertà e legalità camminino all'unisono, perché una società libera non è quella nella quale ciascuno fa ciò che vuole e neppure quella in cui l'esistenza è irregimentata da totalitarismi legalitari, ma quella nella quale ciascuno comprende come e quanto la propria libertà possa trovare un senso solo nel riconoscimento della libertà altrui.
L'ombra, d'altro canto, è ciò che resta irrisolto dentro di noi e dentro il corpo sociale; sono i pregiudizi, le paure, la tentazione della semplificazione, quella pigrizia del pensiero che ci spinge a cercare sempre colpevoli invece che responsabilità personali.
Per questo è importante che Ombre Festival sia un festival letterario dedicato alla legalità, perché la letteratura non ci consegna mai risposte definitive ma ci costringe invece a frequentare vite che non sono le nostre e a riconoscere nell'altro qualcosa che ci riguarda. A questo modo, la luce non arriverà mai per decreto e non nascerà mai da una formula morale assoluta ma dall'evoluzione dell'essere umano e dalla sua disponibilità ad accettare la complessità senza trasformarla immediatamente in uno slogan.
L'essere umano, del resto, ha costruito città con portici, logge e cortili protetti dal sole perché ha sempre saputo che una luce ininterrotta finisce per accecare e che solo nell'ombra si può sostare abbastanza a lungo da riuscire a vedere davvero.
E dunque, forse, quest'anno le nostre piazze ci faranno comprendere come la luce non è quella che elimina completamente l'ombra ma quella che nasce al suo interno e la attraversa, perché nessuna società diventa migliore se non diventano migliori anche le persone che la abitano.
In fondo anche il percorso verso Viterbo Capitale Europea della Cultura 2033, di cui Ombre Festival è parte integrante e fondamentale, nasce dal medesimo esercizio di consapevolezza collettiva: non dimostrare ciò che siamo e siamo stati ma interrogarci su quale capacità di confrontarci con le nostre ombre e uscirne migliori siamo disposti a mettere in gioco per costruire il nostro futuro.
Per qualsiasi informazione relativa al Festival, non esitare a conttarci.